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Cosa significa "🍆" ? || La Parola di Oggi

09.12.2022
Esempio: "Ti và un po' di 🍆, solo io e te?"

Il simbolo – o emoji – rappresentante un melanzana (🍆), è la parola che oggi andremo per quanto ci è possibile a scandagliare nei suoi aspetti linguistici reconditi.
È ovviamente una novità in campo linguistico, una parola nuova, un neologismo – ma ben vedremo, sottostante a certi vincoli.
Questa tendenza ad inventare, che spesso si identifica nei linguaggi giovanili e di internet, e di cui la prosa odierna è zeppa, è credo accentuata da una tendenza al gergo – e ad espressioni gergali.
In tempi andati un'espressione tecnica di fisica teorica, avrebbe riempito i dibattiti solo di fisici, matematici e ingegneri.
Ma oggi, anche il nostro linguaggio giovanile/social detiene un serie di espressioni specifiche atte ad indicare aspetti della vita moderna, che allo stesso modo di termini tecnici si sviluppano in conformità al gruppo di riferimento. Non sono solo neologismi, ma anche aggregatori di persone in subculture.
In questo caso, la cultura giovanile.
Molti di questi gerghi, di queste espressioni tecniche, sono "meme".
I meme, sono forme di conoscenza che si propagano tramite imitazione, e leggere variazioni. Possono essere immagini, idee, ma anche parole. Emergono automaticamente da un gruppo sociale, diffondono se stessi tramite oscure quanto palesi meccaniche. La loro vita è simile a quella di un virus – linguistico ovviamente.
Ma al di là della definizione di meme, il loro successo linguistico, oggi, è dovuto al mezzo: i social.
Questi ultimi, incentivando il discorso, sollecitano la nascita di meme. Nei vecchi romanzi, non essendoci dialettica con i propri lettori, se non in un'ottica top down, la generazione di suddetti era ovviamente minima. Certo uno scrittore poteva coniare un neologismo, ma il suo successo era dovuto all'uso poi effettivo che lettori, artistici o critici ne facevano.
Un meme, per avere successo, deve essere sulla bocca di tutti. Ma un'altro fattore ne determina il successo: il tempo. Mentre un vecchio romanzo con un neologismo vecchia maniera, poteva contare sulla virtuale immortalità delle lettere, per cui oggi ancora si parla di maieutica, inventata da Socrate in Grecia Antica, con molta poca probabilità si continuerà a parlare di qualsiasi cosa inventata e non scritta, se non vince la prova del tempo, oltre a quella del successo momentaneo. E sono proprio questi due fattori, il dialogo decentralizzato e il riuscire a mantenere un certo grado di diffusione costante – anche, se con fisiologici alti e bassi – che favoriscono la diffusione di virus del linguaggio a macchia d'olio.
Sappiamo bene, d'altro canto, che sono i vincoli ad incentivare il processo creativo: senza limiti, il pensiero annaspa, mentre questi ultimi aiutano la mente a indirizzarsi verso soluzioni creative ed efficaci.
Sono proprio i vincoli, i limiti, i divieti, di internet e dei social, ad aiutare l'emersione del suo linguaggio. Ma come? E perché?

Prendiamo dunque proprio un esempio lampante, quello di "🍆".
Questo simbolo, rappresentante una melanzana, è divenuto rappresentante, nel corso degli anni, nella cultura giovanile e dei social, del sesso e del membro maschile, per necessaria associazione. Ma perché? O meglio, perché è stato necessario inventare questo geroglifico per un oggetto già fiorito di parole a lui riferite?
Perché reinventare la ruota?
Il problema principale è che sui social il linguaggio sessuale è censurato, e l'unico modo per utilizzarlo ed instaurare discorsi relativi ad esso è alludere, intricare, nascondere.
Oltre a questo, il simbolo è anche accattivante, buffo, conciso, ambiguo. Giovanile. E soprattutto, è un'allusione palese, un detto-non-detto.
Questa parola senza pronuncia, è una delle parole di successo fra le molte altre relative alla sfera sessuale, o del proibito – altrettanto famose e rintracciabili – che in nuce hanno un serie di proprietà intrinseche.
Esse vengono utilizzate, sia nei messaggi che nei post sui social in maniera sempre molto ludica. E forse questa è la chiave per comprenderne l'intrinseco messaggio.
Oltre alla questione sulla significato/significante e oltre al loro circumnavigare i limiti per farne pregi, queste parole rivendicano il gioco. E la sezione degli emoji è come una ludoteca del verbale – che in taluni si fa ludopatia ed eccesso, in altri mero gioco sporadico.
Comunicare il desiderio sessuale, l'ideazione tramite messaggi ambigui ma chiari, ne risolve almeno in parte le difficoltà: lì rende scevri di difficoltà comunicative come la volgarità, l'eccesso, e in parte la timidezza.
E in più ne agevola il ritmo ludico, ne anticipa la sperimentazione; intriga e mistifica, e suscita un velo di mistero che, eccitante e conturbante, favorisce un assenso – oppure un rifiuto.
Questi simboli sessuali, sono niente più che significanti di oggetti di desiderio sublimati a oggetti stessi, di desiderio. Scrivere "🍆" invece di "pene", oltre ad evitare la volgarità, suscitare un senso del ludico, e a conturbare, è a metà fra scrivere un messaggio volgare e pubblicarne un foto: il simbolo stesso diviene eccitante, tramite le sue forme allusive. Certo, ci sono anche dei punti (netti) a disfavore dell'uso di queste parole: queste parole disincentivano l'uso corretto della lingua e soprattutto l'abilità nell'usarla. Nello specifico queste parole, per semplicità, distruggono la capacità di usare parole volgari, di gestione della modalità e del come-dove-quando usarle. Ciò ci allenerebbe non solo a comunicare meglio, ma anche ad essere migliori prosatori e persone in maggior contatto con la propria parola.
Come spesso accade la lingua si evolve non in favore di cosa ci aspettiamo, ma invece come un torrente, si insinua fra i meandri della realtà. A differenza di quanto possiamo pensare, non è solo la realtà ad essere schiava e frutto del linguaggio. È spesso anche il limite del reale, a fondare la realtà linguistica: come nel caso di "🍆".
Parola che dimostra il successo delle limitazioni del contesto nella generazione di parole.
Insomma, non avete più scuse…da adesso sono "🍆" vostri…!


#laparoladioggi

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Il "Colto" In Fallo - About me: «Ciao! So cosa stai pensando: l'autore di questo testo è un pazzo, perchè dovrei seguirlo?
Beh Caro Mio, di tanto non ti sbagli, e il mio Disturbo Borderline di Personalità non da di certo un'ottima impressione di e su di me. Ma sappi, che un'idea banale e volgare, vuole che i pazzi, siano geni.
Dunque, se ritieni il contrario, dovrai dimostramelo...!»
Seriamente: «Sono stato uno scrittore amatoriale e altre varie cose, ancora più amatoriali. Amo scrivere e leggere libri di racconti e filosofia. Programmare computer e suonare.
Ho tanti sogni, ma quando mi sveglio, poi me ne dimentico...»