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Il Libertyno

Un sito che più retrò non si può



Recentemente sono morto, scrivere mi tiene discretamente in vita.


Esistere

Johnny viveva in questa piccola casa, dove non viveva più da tempo. Diciamo ci passava la chiave della memoria nella serratura della tristezza, eppure, la sua casa era una fantasia del tutto fantastica. E ci viveva con Genny. Genny esisteva, non sapeva dell'esistenza di Johnny ma lo vedeva dormire in macchina e si chiedeva perché. E dopotutto esisteva. Perché Johnny era pazzo, di numerose cose, ma Genny compresa. Camminava lento. Buffo. Forse per questo motivo una fantasia forsennata di Genny era veder correre Johnny. Si consolava a vederlo dormire in macchina. Perché "sognava di correre", affermava Genny tutta eccitata e felice. E correva più forte di Bolt! Oggi come tutti i giorni non c'è giustizia nel mondo. Loro si amano ma non si conoscono. Perché Johnny non torna a casa, perché vive in macchina? Perché Genny lo sogna e non si fa mai avanti? Perché certe volte siamo vicini e distanti? Perché la parola "amanti" è un verbo al passato? Coloro che hanno amato? Perché non ci chiamano amori? Coloro che sono testimoni anche solo di un fatto: nella testa di Johnny e di Genny tutto è già lì. Esiste. Basta solo sforzarsi un pochino come quando si caga, e farla, farla sta vita sognata. Ma Genny lo sa. "Quello sembra che sogna... Quello si allena nella testa. Ma è furbo. La corsa è un fatto di testa" dice Genny e fantastica. Lo chiama "quello" perché non sa il suo nome. Per questo ci sono i nomignoli. Perché lui verrà correndo e l'abbraccierà. Dategli tempo. Io li conosco, quei due...