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Il "Colto" In Fallo

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Fenomenologia della Pietra

05.12.2022
La materia riottosa, s'è fatta sedurre alla vita ribelle in un tempo antico. E di questo peccato in noi non si perdona. Per quanto ancora li possiamo credere sconfitti? I sassi gridano in noi. E si muove in noi il loro desiderio, di essere nuovamente meno schiavi del vivere.
In quelle frasi assolute, riguardo l'amore, il sempre, il mai, la vita, il bello. In tutte quelle sentenze, in tutte le fenomenologie dello spirito da noi enumerate, vivono i sassi. Vive già la morte.
In Dio stesso immaginiamo un sasso un po' più evoluto, quintessenza del sasso un po' più umano, un po' più seducibile con la nostra corruzione. Riconciliarci al sasso, essere perdonati da esso per ciò che abbiamo fatto: aver tentato la creazione con i nostri desideri.
Stranamente, chi non ha mai conosciuto il dolore e la caducità, e da sempre degno del nostro anelito. Chi è fermo, immutato e immobile è da sempre lambito dalle nostre orazioni. La metafisica ci attrae, in noi gridano i sassi, e ci grideranno fino a quando non torneremo fra loro. Perché la nostra è solo invidia del perduto, rammarico dell'abbandono del sasso per la carne. Quando il piccolo sasso in noi, al primo vagito, piange d'esistere; il nostro peccato comincia e s'insinua.
Ciò solo ci consola nella morte: siamo noi, una bellissima, triste e angosciante parentesi, nella fenomenologia della non-vita del mondo.
#aforismi

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Il "Colto" In Fallo - About me: «Ciao! So cosa stai pensando: l'autore di questo testo è un pazzo, perchè dovrei seguirlo?
Beh Caro Mio, di tanto non ti sbagli, e il mio Disturbo Borderline di Personalità non da di certo un'ottima impressione di e su di me. Ma sappi, che un'idea banale e volgare, vuole che i pazzi, siano geni.
Dunque, se ritieni il contrario, dovrai dimostramelo...!»
Seriamente: «Sono stato uno scrittore amatoriale e altre varie cose, ancora più amatoriali. Amo scrivere e leggere libri di racconti e filosofia. Programmare computer e suonare.
Ho tanti sogni, ma quando mi sveglio, poi me ne dimentico...»