Cookie Consent by TermsFeed La Solitudine delle Stelle

Il Libertyno

Un sito che più retrò non si può



Recentemente sono morto, scrivere mi tiene discretamente in vita.


La Solitudine delle Stelle

C'era. C'è ancora. nei pressi della casa dove abito un posto oscuro e poco visitato. Si tratta di un parco, curato e ben pulito, dotato di panchine, alberi e tutti i comfort e gli usi e costumi dei parchi. Tranne gli abitanti. Nel mezzo del quartiere il luogo è desolato. Chi lo pulisce, assente. Chi ne usufruisce, mai pervenuto agli occhi. Andava un questo parco, manciate di anni fa, a leggere qualcosa, correre sui muretti, a provare salti improbabili e improbabili rovinose cadute. Eppure ero a disagio. Il parco è come stregato dal silenzio, dall'assenza. Ti costringe ad inarcare la schiena della tua mente e volger la memoria. Ti costringe ad essere solo. E a sapere, piano piano che lo visiti, che altra condizione sulla terra, non vi è. Mano a mano che il parco ti si insinua nelle ossa, capisci che sei solo anche fra gli altri. Che gli altri anzi, son la scusa che ti dai per dimostrarti che qualcun altro esiste al di fuori di te e del parco. Lo visiti sempre più spesso, in cerca di qualcuno con cui scambiare quattro chiacchiere. Dolente non li trovi. E così passeggi sui tuoi passi, volgi lo sguardo alle piante a cui mano mano assomigli. Non v'era creatura in quel luogo. Non c'è ancora oggi. Formiche che lasciano formicai cavi, come rovine di città antichissime spazzate dalla sabbia. Non v'è neanche l'impronta di un insetto, una conchiglia, a ricordare un mare antico, asciutto e perso. Può il mare perdersi, mi chiedo e sogno. Allora ero giovane, e i miei sogni puri. Le donne che immaginavo avevano i seni coperti da drappi di seta, quei seni particolari intagliati e scolpiti nella confettura d’albicocco. Il sonno d'allora, era un ladro della veglia. Eppure già iniziavo, a soffrire del mio morbo. Della mio rumore bianco nelle orecchie dell'anima. Un acufene spirituale, che piano piano mi spegne da dentro, come si spengono le stelle.


E.v.S